Decreto Legislativo 15 dicembre 1997 n.446 artt. 52, 58 e 59
(in G.U. 23.12.97 n. 252/L)
TITOLO III - Riordino della disciplina dei tributi locali
Art.52
(Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni)
1. Le province ed i comuni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e della aliquota massima dei singoli tributi, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge vigenti.
2. I regolamenti sono approvati con deliberazione del comune e della provincia non oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione e non hanno effetto prima del 1° gennaio dell'anno successivo. I regolamenti sulle entrate tributarie sono comunicati, unitamente alla relativa delibera comunale o provinciale al Ministero delle finanze, entro trenta giorni dalla data in cui sono divenuti esecutivi e sono resi pubblici mediante avviso sulla Gazzetta Ufficiale.
3. Nelle province autonome di Trento e Bolzano, i regolamenti sono adottati in conformità alle disposizioni dello statuto e delle relative norme di attuazione.
4. Il Ministero delle finanze può impugnare i regolamenti per vizi di legittimità avanti gli organi di giustizia amministrativa.
5. I regolamenti, per quanto attiene all'accertamento e alla riscossione dei tributi e delle altre entrate, sono informati ai seguenti criteri:
a) l'accertamento dei tributi può essere effettuato dall'ente locale anche nelle forme associate previste negli articoli 24, 25, 26 e 28 della legge 8 giugno 1990, n.142;
b) qualora sia deliberato di affidare a terzi, anche disgiuntamente, la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le altre entrate, le relative attività sono affidate: 1) mediante convenzione alle aziende speciali di cui all'articolo 22, comma 3, lettera c), della legge 8 giugno 1990, n. 142, è, nel rispetto delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, alle società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale previste dall'articolo 22, comma 3, lettera e), della citata legge n. 142 del 1990, i cui soci privati siano prescelti tra i soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53; 2) nel rispetto delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, alle società miste, per la gestione presso altri comuni, ai concessionari di cui al D.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, ai soggetti iscritti nell'albo di cui al predetto articolo 53;
c) l'affidamento di cui alla precedente lettera b) non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente;
d) il visto di esecutività sui ruoli per la riscossione dei tributi e delle altre entrate è apposto, in ogni caso, dal funzionario designato quale responsabile della relativa gestione.
6. La riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate di spettanza delle province e dei comuni viene effettuata con la procedura di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, se affidata ai concessionari del servizio di riscossione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, ovvero con quella indicata dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, se svolta in proprio dall'ente locale o affidata agli altri soggetti menzionati alla lettera b) del comma 4.
7. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare secondo le procedure di cui al successivo articolo 53, sono stabilite disposizioni generali in ordine ai criteri di affidamento e di svolgimento dei servizi in questione al fine di assicurare la necessaria trasparenza e funzionalità, nonché la misura dei compensi, tenuto anche conto delle effettive riscossioni.
Art. 53
(Albo per l'accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali)
1. Presso il Ministero delle finanze è istituito l'albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni.
2. L'esame delle domande di iscrizione, la revisione periodica, la cancellazione e la sospensione dall'albo, la revoca e la decadenza della gestione sono effettuate da una apposita commissione in cui sia prevista una adeguata rappresentanza dell'ANCI e dell'UPI.
3. Con decreti del Ministero delle Finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto delle esigenze di trasparenza e di tutela del pubblico interesse, sentita la conferenza Stato-città, sono definiti le condizioni ed i requisiti per l'iscrizione nell'albo, al fine di assicurare il possesso di adeguati requisiti tecnici e finanziari, la sussistenza di sufficienti requisiti morali e l'assenza di cause di incompatibilità da parte degli iscritti, ed emanate disposizioni in ordine alla composizione, al funzionamento e alla durata in carica dei componenti della commissione di cui al comma 2, alla tenuta dell'albo, alle modalità per l'iscrizione e la verifica dei presupposti per la sospensione e la cancellazione dall'albo nonché ai casi di revoca e decadenza della gestione.
4. Sono abrogati gli articoli da 25 a 34 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, concernenti la gestione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità.
.......omissis......
Art.58
(Modifiche alla disciplina dellimposta comunale sugli immobili)
1. Nel capo I del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, concernente limposta comunale sugli immobili, sono apportate le seguenti modificazioni: a) larticolo 3 è sostituito dal seguente: "Art. 3 - (Soggetti passivi) - 1. Soggetti passivi dellimposta sono il proprietario di immobili di cui al comma 2 dellarticolo 1, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano lattività. 2. Per gli immobili concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario. In caso di fabbricati di cui allarticolo 5, comma 3, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal primo gennaio dellanno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria.". b) nel comma 2 dellarticolo 5, relativo alla base imponibile, lultimo periodo è soppresso e nel comma 3 del medesimo articolo, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In caso di locazione finanziaria il locatore o il locatario possono esperire la procedura di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal primo gennaio dellanno successivo a quello nel corso del quale tale rendita è stata annotata negli atti catastali, ed estensione della procedura prevista nel terzo periodo del comma 1 dellarticolo 11; in mancanza di rendita proposta il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo". c) nel comma 1 dellarticolo 13, concernente i rimborsi dellimposta, lultimo periodo è soppresso.
2. Agli effetti dellapplicazione dellarticolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, relativo alle modalità di applicazione dellimposta ai terreni agricoli, si considerano coltivatori diretti od imprenditori agricoli a titolo principale le persone fisiche iscritte negli appositi elenchi comunali previsti dallarticolo 11 della legge 9 gennaio 1963, n. 9, e soggette al corrispondente obbligo dellassicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia; la cancellazione dai predetti elenchi ha effetto a decorrere dal primo gennaio dellanno successivo.
3. Limitatamente allunità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, la detrazione di cui allarticolo 8, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504, come sostituito dallarticolo 3, comma 55, della legge 23 dicembre 1996, n.662, può essere stabilita in misura superiore a lire 500.000 e fino a concorrenza dellimposta dovuta per la predetta unità. In tal caso il comune che ha adottato detta deliberazione non può stabilire una aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione del contribuente.
4. Le deliberazioni comunali concernenti la determinazione dellaliquota dellimposta comunale sugli immobili, sono pubblicate per estratto nella Gazzetta Ufficiale.
Art.59
Potestà regolamentare in materia di imposta comunale sugli immobili
1. Con regolamento adottato a norma dell'articolo 52, i comuni possono:
a) stabilire ulteriori condizioni ai fini dell'applicazione delle disposizioni del secondo periodo della lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, riguardante i terreni considerati non fabbricabili, anche con riferimento alla quantità e qualità di lavoro effettivamente dedicato all'attività agricola da parte dei soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 58 e del proprio nucleo familiare;
b) disporre l'esenzione per gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle provincie, dagli altri comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle aziende unità sanitarie locali, non destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
c) stabilire che l'esenzione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, concernente gli immobili utilizzati da enti non commerciali, si applica soltanto ai fabbricati ed a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall'ente non commerciale utilizzatore;
d) considerare parti integranti dell'abitazione principale le sue pertinenze, ancorché distintamente iscritte in catasto;
e) considerare abitazioni principali, con conseguente applicazione dell'aliquota ridotta od anche della detrazione per queste previste, quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela;
f) prevedere il diritto al rimborso dell'imposta pagata per le aree successivamente divenute inedificabili, stabilendone termini, limiti temporali e condizioni, avuto anche riguardo alle modalità ed alla frequenza delle varianti apportate agli strumenti urbanistici;
g) determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento del comune qualora l'imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato, secondo criteri improntati al perseguimento dello scopo di ridurre al massimo l'insorgenza di contenzioso;
h) disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione, agli effetti dell'applicazione della riduzione alla metà dell'imposta prevista nell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, come sostituito dall'articolo 3, comma 55, della legge 23 dicembre 1996, n.662;
i) stabilire che si considerano regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri;
l) semplificare e razionalizzare il procedimento di accertamento anche al fine di ridurre gli adempimenti dei contribuenti e potenziare l'attività di controllo sostanziale, secondo i seguenti criteri direttivi:
1) eliminazione delle operazioni di controllo formale sulla base dei dati ed elementi dichiarati, con conseguente soppressione dell'obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia, ed introduzione dell'obbligo della comunicazione, da parte del contribuente al comune competente, entro un termine prestabilito dal comune stesso, degli acquisti, cessazioni o modificazioni di soggettività passiva, con la sola individuazione dell'unità immobiliare interessata;
2) attribuzione alla giunta comunale del compito di decidere le azioni di controllo;
3) determinazione di un termine di decadenza, comunque non oltre il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello cui si riferisce l'imposizione, entro il quale deve essere notificato al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, il motivato avviso di accertamento per omesso, parziale o tardivo versamento con la liquidazione dell'imposta o maggiore imposta dovuta, delle sanzioni e degli interessi;
4) previsione di una sanzione, comunque non inferiore a lire 200.000 né superiore a lire 1.000.000 per ciascuna unità immobiliare, per la omessa comunicazione di cui al numero 1);
5) potenziamento dell'attività di controllo mediante collegamenti con i sistemi informativi immobiliari del Ministero delle finanze e con altre banche dati rilevanti per la lotta all'evasione;
m) introdurre l'istituto dell'accertamento con adesione del contribuente, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218;
n) razionalizzare le modalità di esecuzione dei versamenti, sia in autotassazione che a seguito di accertamenti, prevedendo, in aggiunta o in sostituzione del pagamento tramite il concessionario della riscossione, il versamento sul conto corrente postale intestato alla tesoreria del comune e quello direttamente presso la tesoreria medesima, nonché il pagamento tramite sistema bancario;
o) stabilire differimenti di termini per i versamenti, per situazioni particolari;
p) prevedere che ai fini del potenziamento degli uffici tributari del comune, ai sensi dell'articolo 3, comma 57, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, possono essere attribuiti compensi incentivanti al personale addetto.
2. Se sono adottate norme regolamentari nella materia di cui alla lettera l) del comma 1, nel territorio del comune non operano, per gli anni di vigenza del regolamento, le disposizioni di cui agli articoli 10, commi 4 e 5, primo periodo, 11, commi 1 e 2, 14, comma 2, e 16, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
3. Nelle disposizioni regolamentari di cui alla lettera l) del comma 1 può essere stabilita per anni pregressi la eliminazione delle operazioni di liquidazione sulla base delle dichiarazioni ovvero la loro effettuazione secondo criteri selettivi.
(D.LGS. N. 218/97 -
ACCERTAMENTO CON ADESIONE)
(CIRCOLARE N. 322/E 97 - REGOLAMENTI)
(CIRCOLARE N. 49/E 98 - ALIQUOTE)
(RISOLUZIONE N. 25/E 98)
(CIRCOLARE N. 101/E 98 - REGOLAMENTI)
(RISOLUZIONE N. 95/E 98 - VERSAMENTO
CONTITOLARI)
(CIRCOLARE N. 256/E - 98 - REGOLAMENTI
ENTRATE NATURA TRIBUTARIA)
(CIRCOLARE N. 296/98 - REGOLAMENTI)
(D.L. 8/99 - DELIBERE, TARIFFE E
REGOLAMENTI)
(CIRCOLARE N. 96/E 99 - VERSAMENTI)
(LEGGE N. 133/99 - INTERESSI)
(RISOLUZIONE N. 139/E 99 - COLTIVATORI
DIRETTI)
(LEGGE N. 488/99 - ART. 30 C.14 -
REGOLAMENTI)
(CIRCOLARE N. 247/99 - REGOLAMENTI)
(CIRCOLARE N. 118/99 - INVIO
DELIBERE E REGOLAMENTI)
(D.LGS. N. 506/99 - MODIFICHE ART. 52 E 58)
(D.LGS. N.
267/00 - ARTT. 42 - 48 COMPETENZE CONSIGLI E GIUNTE)
(DECRETO N.
289/00 - ALBO GESTORI)
(LEGGE N. 342/00 ART.
78 C. 3 - 4 - ALBO GESTORI)
(CIRCOLARE
N. 207/E 2000 ART. 78 - ALBO GESTORI)
(LEGGE
N. 388/00 - ART. 36 RISCOSS. - ART. 53 C. 16 REGOLAMENTI)
(CIRCOLARE
N. 241/E 2000 - REGOLAMENTI COMUNALI)
(RISOLUZIONE N.
1- 01 - ALIQUOTE INFERIORI AL 4‰)
(LEGGE
COSTITUZIONALE N.
3- 01 - POTESTA' REGOLAMENTARE)
(GLI IMPORTI IN
EURO - )
(LEGGE 448/01 -
ART.27 C. 8 REGOLAMENTI)
(RISOLUZIONE N.
5/DPF - POTESTA' REGOLAMENTARE)
(MINISTERO ECONOMIA E FINANZE - NOTA N.
2198/2003 - CHIUSURA LITI PENDENTI REGOLAMENTO CONDONO TRIBUTI LOCALI)
(LEGGE 131/2003 ART. 4 -
REGOLAMENTI)
(MINISTERO
ECONOMIA E FINANZE - NOTA N. 5605 /2003 SERVIZIO DI ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE
TRIBUTI IN CONVENZIONE)
(MINISTERO ECONOMIA E FINANZE - NOTA N.
22327 - 6/10/2003 ADOZIONE
REGOLAMENTO CONDONO TRIBUTI LOCALI - TERMINI)
(LEGGE 350/2003 ART.2 C.32 - RINNOVO CONTRATTI RISCOSSIONE TRIBUTI)